
In
Italia solo agli albori degli anni '60 si cominciò, con la
fine delle "corse su strada" tipo Mille Miglia , ad avvertire
l'esigenza della conservazione dell'enorme patrimonio storico che
le grandi e piccole casi costruttrici e le varie scuderie avevano
creato portando l'automobilismo sportivo ai massimi livelli internazionali.
Però, come in altre occasioni, fummo preceduti da inglesi,
tedeschi e statunitensi che si erano già organizzati in Clubs
di appassionati accaparrandosi molti pezzi di valore di casa nostra
che per noi erano solo "ferracci!". Il cuore dei "conservatori"
iniziò a battere sulla linea più logica possibile:
Torino, Milano, Brescia, che ancora oggi con l'aggiunta del Veneto
e dell'Emilia contano il numero maggiore di appassionati. In Toscana,
dopo l'inizio fiorentino, alla fine degli anni '70 cominciò
a diffondersi un fermento "storico" anche nelle altre
città e fu così che ad Arezzo si sentì l'esigenza
di creare un sodalizio che unisse l'interesse dei cultori della
conservazione e del restauro di auto e moto d'epoca.
Era il 1980 quando nacque il Club Saracino, che nel 1982 si dette
uno statuto in linea con quello delle altre associazioni del settore
per poi affiliarsi nel 1986 all'
A.S.I.
che fa capo alla F.I.V.A. Le prime manifestazioni furono di piccolo
cabotaggio, ma comunque importanti, rievocando antiche corse della
zona ( Scopetone, Foce, Coppa del Re ) a cui si affiancarono l'organizzazione
di mostre statiche.
Dal 1985 il Club incominciò ad uscire dal guscio aretino
dietro la spinta di alcuni soci che cominciavano a partecipare alle
rievocazioni di grandi corse che già da anni si svolgevano
nel Nord Italia. Oltre la Mille Miglia ed alla Coppa delle Dolomiti
stavano nascendo sempre e solo nel settentrione, altre gare con
alla base una formula di regolarità molto blanda necessaria
solo a dare un po' di pepe agli equipaggi che comunque trovavano
il massimo della soddisfazione nel mettere in mostra le loro stupende
vetture.Gli equipaggi del Club Aretino, quasi gli unici provenienti
dal Sud degli Appennini, si distinsero subito nei risultati sportivi
vincendo alcuni Campionati, ma, cosa più importante, riportarono
a casa un bagaglio di esperienze organizzative.
Già nel 1986, in collaborazione con il Club Romagnolo, ci
fu un tentativo di organizzare una gara nel centro Italia: la Transappenninica
che, con un percorso in due tappe Rimini - Arezzo - Rimini, portò
nella nostra città il grande circo dell'automobilismo storico.
Viste le premesse il sodalizio, pur fra in mezzo a tante incognite,
inventò, nel 1987,la Coppa degli Appennini di sana pianta:
fu subito un successo fuori da ogni più rosea previsione.
La gara fu immediatamente inserita nel Challenge Italiano di Regolarità
e nel corso delle dieci edizioni sono sfilate per le strade aretine
le più prestigiose vetture ante 1965.La Coppa degli Appennini
dopo 10 edizioni eccezionali è andata in pensione ed il Club
Saracino,tornando agli scopi precipui dello Statuto, ha iniziato
una nuova vita che dal Raduno Europeo Bugatti del 1998 sviluppa
ogni due anni ad Arezzo un tema specifico e di grande spessore culturale
(ricordiamo nel 2000 l'edizione di Auto Italiana) che viene riconosciuto
come "Biennale dell'auto Storica Italiana".A fianco dell'asse
portante descritto finora va ricordato che il Club si è sempre
adoperato nell'organizzazione di mostre statiche ( le Moto di Agostini,
la Storia dei Rallys, le Torpedo, la Storia dell'Abarth ), di gite
sociali, dal 2000 di una Mostra Scambio con un proprio spazio dedicato
ad uno specifico tema; è rappresentato nelle maggiori Commissioni
dell'A.S.I. da propri soci, segue con la propria Segreteria tutte
le pratiche degli oltre duecento soci.
Nel 1996 è stato insignito di una onorificenza che lo annovera
fra i primi dieci Clubs italiani per l'attività svolta.